Il trasporto e l'accensione della farchia

a cura di Omerita Ranalli, pubblicato il 21/09/2021

Roberto Monasterio, La chiusura della farchia, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, La chiusura della farchia, 2014, fotografia digitale

dal Catalogo

La preparazione della farchia, cui gli uomini del paese lavorano nei giorni precedenti la vigilia di Natale, richiede grande impegno, sia nella raccolta del legname, sia nel taglio, per far sì che tutti i tronchi minori abbiano più o meno la stessa lunghezza; la farchia viene poi allestita il pomeriggio del 24 dicembre, nel piazzale della Chiesa di San Vito.

La sera, dopo la cena della vigilia, gli uomini si radunano in una casa nei pressi della chiesa, dove ha luogo un piccolo rinfresco, in cui eseguono un repertorio di canti devozionali di festa, accompagnati all’organetto. Subito dopo raggiungono il piazzale della chiesa e iniziano il trasporto della farchia, che deve raggiungere la Chiesa di Santa Giusta, posta in cima al paese (e dunque dalla parte opposta del paese, in salita).

 

Il trasporto è un’operazione molto faticosa, per la quale gli uomini devono disporsi tutti attorno al grande tronco e spingerlo, aiutandosi anche con delle funi; le soste sono numerose, anche perché il percorso è tutto in salita e in alcuni punti del paese i vicoli molto stretti non rendono agevole il passaggio. In occasione delle soste gli abitanti aprono le porte delle case e offrono vino e dolciumi ai partecipanti.

La farchia deve raggiungere la Chiesa di Santa Giusta entro la mezzanotte: disposta sul piazzale, viene poi benedetta dal parroco e infine accesa, dando così avvio alla funzione natalizia. Solo la base su cui poggia il tronco, il “pedale”, viene risparmiata dal fuoco e riutilizzata negli anni fino alla sua completa usura.

 

Da qualche anno alla farchia di Natale se ne aggiunge anche una più piccola e leggera realizzata per i bambini, che in questo modo partecipano numerosi al rito e ne apprendono le dinamiche; questa farchia più piccola è costituita da un’anima di quercia attorno alla quale vengono strette delle canne di fiume, che sono più leggere e dunque più facilmente trasportabili. Anche questa piccola farchia viene accesa, assieme alla farchia grande, nel piazzale della chiesa.

Il rituale della farchia di Tufillo coinvolge l’intera comunità e si svolge in maniera raccolta, anche in relazione al fatto che la sera della vigilia di Natale si trascorre in famiglia, e dunque è molto difficile che persone provenienti dai paesi circostanti partecipino al rituale: solo nelle ultime fasi del trasporto, poco prima della messa di mezzanotte, arrivano parenti e amici dai paesi circostanti, ma in ogni caso il rituale mantiene la sua dimensione raccolta, lontano dagli sguardi di fotografi e videomaker che solitamente affollano analoghe manifestazioni.

Roberto Monasterio, La chiusura della farchia, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, La chiusura della farchia, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, Festa durante la preparazione della farchia, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, Festa durante la preparazione della farchia, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, Il trasporto della farchia, 2014 Roberto Monasterio, Il trasporto della farchia, 2014

Roberto Monasterio, Il trasporto della farchia, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, Il trasporto della farchia, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, L’arrivo della farchia, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, L’arrivo della farchia, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, L’accensione della farchia, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, L’accensione della farchia, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, La farchia accesa, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, La farchia accesa, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, La farchia accesa, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, La farchia accesa, 2014, fotografia digitale

Roberto Monasterio, La farchia accesa, 2014, fotografia digitale Su gentile concessione dell'autore dell'immagine
Roberto Monasterio, La farchia accesa, 2014, fotografia digitale

Bibliografia

Maria Concetta Nicolai, Abruzzo. 150 antiche feste, Ortona, 2014 , pp. 268 - 271

Gabriele Tardio, Le farchie di Fara Filiorum Petri e della zona abruzzese e molisana, San Marco in Lamis, 2009 , pp. 47 - 48

Roberto Monasterio - Omerita Ranalli, Abruzzo in festa, Pescara, 2019 , pp. 154 - 155