centro storico, a scacchiera, radiale, Cerignola, Cydiniola (denominazione storica) (XI-XII)

Cerignola, XI - XII

Inserimento caratterizzato da margini fisici artificiali, situato a sud-est rispetto a Foggia. Presenta funzioni produttive, artigianali e residenziali. I collegamenti interni sono pedonali e carrabili

  • OGGETTO centro storico a scacchiera, radiale
  • CARATTERI AMBIENTALI Posta a 120 m di altitudine, sulle alture che delimitano il margine meridionale del Tavoliere delle Puglie
  • LOCALIZZAZIONE Cerignola (FG) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Largo Imperatore Costantino, Cerignola (FG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Città situata, nel Basso Tavoliere, non lontano dal tracciato della via Traiana e dal fiume Ofanto. Sulla base di sporadici ritrovamenti di reperti archeologici in siti che non coincidono con l’attuale insediamento, è stata proposta l’identificazione con il centro romano Cerina; in realtà, in mancanza di una continuità abitativa, è del tutto probabile che le origini di Cydiniola (ovvero Cidoniola) siano da inserire nel vasto quadro che registrò un notevole sviluppo di nuovi insediamenti in Capitanata fra i secoli XI e XII, come sembrerebbe confermare anche la leggenda legata al ritrovamento miracoloso della cosiddetta Madonna di Ripalta, che riecheggia vari racconti simili riscontrabili nella regione. L’esistenza dell’insediamento, nel corso del XII secolo, è confermata indirettamente da varie fonti medievali. In epoca federiciana il centro aveva raggiunto una certa ricchezza, come si evince dal Quaternus excadenciarum Capitinate (fatto redigere da Federico II intorno al 1249). Nel corso del XV secolo, la città divenne feudo della famiglia Caracciolo, e conobbe una certa prosperità e all’inizio del XVI secolo fu teatro di scontri fra Francesi e Spagnoli: in particolare, è rimasta celebre la cosiddetta battaglia di Cerignola (1503), in seguito alla disfida di Barletta. Agli inizi dell'Ottocento fu avviata la costruzione del nuovo borgo con impianto a scacchiera, che lasciò la parte antica (Terra Vecchia) in posizione decentrata. Lo sviluppo urbano ed economico fu accelerato, sul finire del secolo XIX, dalla bonifica integrale del territorio, che favorì la costituzione di grandi aziende e la specializzazione delle colture. Fra le poche vestigia medievali spiccano le chiese di Santa Maria delle Grazie e di San Francesco. Quest'ultima era la vecchia matrice e, sebbene trovi riscontri documentari solo in epoca moderna, risale almeno al XIII secolo, come sembra scaturire da fonti angioine indirette e dal recente rinvenimento di affreschi medievali. La chiesa di Santa Maria delle Grazie (ovvero del Padreterno) sorge fuori dal nucleo originario dell’abitato; non è nota la data di fondazione, ma le origini medievali sono comprovate dal patronato della famiglia Lupi (o Luponi), documentata nel XIII secolo. Conserva tracce di un’articolata decorazione pittorica a fresco, databile tra tardo XIV secolo e inizio del XV secolo, che si concentra nella zona presbiteriale. Alcuni edifici monumentali risalgono al Settecento: il palazzo Cirillo, la chiesa del Carmine. Agli inizi dell'Ottocento fu avviata la costruzione del nuovo borgo con impianto a scacchiera, che lasciò la parte antica in posizione decentrata. Lo sviluppo urbano ed economico fu accelerato, sul finire del secolo XIX, dalla bonifica integrale del territorio, che favorì la costituzione di grandi aziende agricole e la specializzazione delle colture. Tale sviluppo è rispecchiato dalla costruzione di numerosi palazzi signorili insieme a importanti fabbriche civili e religiose come il Teatro Mercadante (costruito su progetto dell'architetto Leopoldo Vaccaro), inaugurato nel 1868, il palazzo del Carmelo (sede del Comune, già Convento carmelitano) e il Duomo, costruito tra 1873 e 1934, su progetto di Errico Alvino, grazie al lascito di Paolo Tonti. Esso è caratterizzato da proporzioni monumentali e da una grande cupola che domina il paesaggio cittadino. All'interno si conserva la Madonna di Ripalta, un dipinto su tavola tardo-duecentesco, secondo la leggenda, rinvenuto in una spelonca sulla riva del fiume Ofanto (ripa/riva alta)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600365356
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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