La “flora urbana” di Pietro Fenoglio
I palazzi residenziali a Torino progettati da Pietro Fenoglio tra il 1900 e il 1909 costituiscono esempi significativi dell’evoluzione del Liberty nella città, declinati in contesti urbani diversi. Attraverso soluzioni formali, decorazione floreale, uso di ferro battuto e litocemento, questi edifici testimoniano la transizione stilistica e l’adattamento alle esigenze della committenza borghese nell’architettura residenziale torinese del primo Novecento.
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:ViaCibrario_Deco.jpg#/media/File:ViaCibrario_Deco.jpg WikiCommons Author: Enryonthecloud Fenoglio-Lafleur House, Turin, Province of Turin, Region of Piedmont, Italy Date: 05.2017 type: image/jpeg 1,000 × 663 pixels, file size: 275 KB, MIME Source: Own work
Edificio déco in via Cibrario, Torino
dal Catalogo
Nella floridissima produzione residenziale torinese di Pietro Fenoglio - di cui sono qui presi in esame soltanto alcuni dei suoi palazzi -, Fenoglio dimostra la sua capacità di declinare il Liberty in edifici urbani di varia scala, rispondendo alle esigenze della committenza borghese e arricchendo il tessuto edilizio della città di un linguaggio formale riconoscibile.
La Casa Padrini in via Cibrario 9, commissionata dai fratelli Padrini, è un edificio di cinque piani la cui massa volumetrica viene alleggerita da decorazioni floreali dipinte sulla facciata e da balconi con ringhiere in ferro battuto. L’uso di motivi fitomorfi sotto le aperture e la scala interna a pianta pentagonale mostrano la prima fase del Liberty applicata all’edilizia civile, dove la plasticità decorativa si integra con la rigida organizzazione delle aperture su un fronte urbano compatto.
La casa privata in via Alessandro Papacino 2 è un magnifico esempio di architettura eclettica torinese, con paramenti murari in cotto e intonaco tipici dell’edilizia residenziale, dove l’influenza Liberty è meno marcata e tende a fondersi con l’uso tradizionale dei materiali, riflettendo l’adattamento dello stile alle esigenze urbane di edifici di piccola scala.
La casa Audino-Rinaldi in via Madama Cristina 80, commissionata dai geometri Giuseppe Audino e Pietro Rinaldi, si sviluppa su cinque piani ed è un edificio ad uso abitativo civile a reddito, destinato alla media borghesia in un’area urbana in espansione verso sud, inserito nel contesto di riqualificazione urbana del quartiere San Salvario durante il primo decennio del XX secolo. L’edificio ha mantenuto nel tempo la destinazione residenziale, con locali commerciali al piano terreno, conservando sostanzialmente l’impianto distributivo originario.
La Casa Girardi in via Cibrario 54, costruita su commissione di Giacomo Girardi, rappresenta una fase di transizione stilistica nella produzione fenogliana: sebbene mantenga elementi Liberty come le ricche ringhiere in ferro battuto e decorazioni fitomorfe, emergono segnali formali che guardano già verso l’Art Déco e l’eclettismo. La scala interna a pianta esagonale, il trattamento della facciata e la geometrizzazione di alcuni motivi decorativi mostrano un momento evolutivo tra la fase apicale del Liberty e la successiva ricerca stilistica meno ornamentale.
La Casa Florio in via Monte di Pietà 26, commissionata dai fratelli Florio, fu uno dei primi edifici torinesi con struttura in cemento armato del sistema Hennebique. Si inserisce nel filone residenziale di alto decoro del Liberty torinese influenzato dalla Sezessionstil, con una facciata scandita da aperture regolari e elementi decorativi fitomorfi integrati nel paramento murario. L'edificio, che si confronta con la più ampia tradizione residenziale cittadina, ha ospitato negli anni l'Hotel Regina.
Infine, la Casa Rama in via Cibrario 61, commissionata da Eugenio Rama, pur presentando motivi fitomorfi sulla facciata, tende a una sintesi stilistica che guarda verso soluzioni più geometriche e meno legate al puro ornamento floreale, come testimoniano i fronti scanditi da aperture regolari intervallate da cornici decorate con motivi stilizzati. La presenza di bow-window e terrazzini angolari conferisce cuna chiara plasticità ritmica al fronte urbano.
Dalla massiccia eleganza decorativa di Casa Padrini all’integrazione eclettica di via Papacino; dalla fase di transizione di Casa Girardi alla compiuta padronanza del linguaggio Liberty in via Monte di Pietà: tutti questi palazzi rispondono a esigenze residenziali borghesi, combinando ornamento e funzionalità abitativa. La maggior parte di essi sono edifici di proprietà privata non visitabili internamente, ma persistono come testimonianze urbane significative della diffusione del Liberty a Torino e della capacità di Fenoglio di modulare il linguaggio stilistico secondo contesti e committenze diverse.
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Casa Padrini
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Casa Bellia, Torino
Archivio Storico Comunale di Torino (ASCT), fondo Pubblica Educazione, I categoria, fasc. 1904/31
Casa Bellia, Facciata corso Matteotti - progetto edilizio casa Bellia/Fenoglio
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Palazzina Liberty in San Salvario, Torino
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Palazzina Liberty in San Salvario, Torino; dettaglio facciata
Le costruzioni moderne in Italia. Facciate di edifizi in stile moderno: Torino Via Madama Cristina 80 / Tav. 25, pag. 29 Autore: C. Crudo Luogo di Edizionee: Torino Anno di Edizione: 1910
Le Costruzioni Moderne in Italia - Torino
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Casa Girardi
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Casa Florio
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Casa Rama
Paolo Cornaglia, Pierluigi Bassignana (a cura di), Pietro Fenoglio, itinerari tra Liberty ed Eclettismo - Di architetti, di chiese e di palazzi, Torino, 2003 , pp. 315-360