Edilizia popolare tra funzionalità e luce: Terragni a Como e Milano, Libera a Roma
L’edilizia razionalista italiana trova nell’opera di Giuseppe Terragni e Adalberto Libera due declinazioni complementari del rapporto tra architettura, città e società. Dai progetti residenziali e pubblici di Terragni a Como e Milano, fondati su trasparenza, rigore geometrico e chiarezza funzionale, all’Unità di Abitazione Orizzontale di Libera al Tuscolano, il Razionalismo emerge come strumento capace di tradurre esigenze collettive in forme urbane leggibili, moderne e poeticamente comunicative.
Socks-Studio http://socks-studio.com/2014/02/20/learning-from-the-casbah-horizontal-housing-units-in-rome-by-adalberto-libera/
Autore anonimo. Veduta d'insieme dell'Unità di Abitazione Orizzontale, Roma, di Adalberto Libera
dal Catalogo
L’edilizia popolare e pubblica di Giuseppe Terragni a Como e Milano mette in evidenza il ruolo del Razionalismo italiano come strumento di progettazione urbana e sociale. Terragni concepisce l’architettura non come oggetto isolato, ma come parte di una città leggibile e coerente, in cui la forma riflette esigenze funzionali, contesto economico e modernità estetica. Progetti come la Casa Giuliani Frigerio e la Casa Comolli Rustici a Como sperimentano la scomposizione dei volumi, la continuità spaziale e la gestione della luce naturale; il Novocomum affronta il tema della densità urbana e della qualità dell’abitare; la Casa del Fascio a Como e a Lissone traduce l’ideale di modernità razionale in un equilibrio tra trasparenza, simmetria e monumentalità controllata.
Nel secondo dopoguerra, tali principi trovano un’evoluzione nell’opera di Adalberto Libera, in particolare nel progetto dell’Unità di Abitazione Orizzontale al Tuscolano III a Roma, parte del programma Ina-Casa. Qui il Razionalismo si confronta con le esigenze della ricostruzione e con la definizione di un quartiere modello, capace di integrare abitazioni, servizi e spazi collettivi. Libera elabora il concetto di “unità d’abitazione” come sistema urbano complesso, in cui la scala della città e quella domestica si intrecciano attraverso una articolata sequenza di spazi aperti e costruiti.
Il complesso si fonda su variazioni di scala, disallineamenti e articolazioni planimetriche che guidano il passaggio dallo spazio pubblico a quello privato. Le case a patio, organizzate attorno alla “stanza all’aperto”, e l’edificio a ballatoio, con la struttura lasciata a vista, esprimono una concezione dell’abitare basata su socialità, controllo climatico e chiarezza costruttiva. Come in Terragni, anche in Libera il rigore geometrico, l’uso del telaio strutturale e la trasparenza diventano strumenti per rendere leggibili i processi urbani e sociali, costruendo una modernità quotidiana e collettiva inscritta nella forma stessa della città.
BibliografiaGiorgio Ciucci, Giorgio Ciucci (a cura di), Terragni e l'architettura in Giuseppe Terragni. Opera completa, Milano, 1996 , pp. 19-73