Grand Hotel Bagni Nuovi
Il Grand Hotel Bagni Nuovi di Valdidentro è un significativo esempio di architettura alberghiera termale ottocentesca che dialoga con i linguaggi liberty delle ridecorazioni e ampliamenti successivi. Realizzato in posizione panoramica ai margini di un parco monumentale, conserva sale bassorilievi, saloni storici e stanze con affacci sulla valle. Dopo decenni di chiusura, la struttura è stata oggetto di ristrutturazione e riaperta integrandola con servizi termali e ricettivi nel contesto del complesso benessere QC Terme Bagni Nuovi.
Cartolina 1965 The CollectorAvenue.it by Daniele Casalegno - VAT IT12931350966. https://www.collectoravenue.it/index.php/en/postcards/postcards/cartolinabagnidibormiograndealbergobagninuovi196541261-detail
Bagni di Bormio – Il Grande Albergo Bagni Nuovi m. 1310 ai piedi dello Stelvio
dal Catalogo
Il Grand Hotel Bagni Nuovi di Valdidentro costituisce uno dei complessi alberghieri termali più significativi dell’Italia settentrionale, la cui storia si intreccia con lo sviluppo del termalismo alpino e la villeggiatura tra Otto e Novecento. Situato lungo la strada che da Bormio conduce al Passo dello Stelvio, il complesso fu eretto a partire dal 1832 per iniziativa delle autorità locali e del governo austriaco, in risposta alla necessità di rilanciare e ammodernare i servizi termali della zona. Fu inaugurato nel 1836 come nuova struttura alberghiera annessa ai bagni termali, con progetto affidato all’architetto Giovanni Donegani, figlio di Carlo Donegani, noto per contributi all’ingegneria civile regionale.
L’edificio originario si configura come volume compatto di cinque piani fuori terra a pianta rettangolare, con facciata prospiciente il giardino monumentale. Sulla facciata spicca il fastigio con l’iscrizione “Grand Hotel Bagni Nuovi”, scandito da membrature in stucco e ferro battuto, in dialogo con il gusto di fine Ottocento e anticipando motivi Liberty e Art Nouveau. Il parco circostante costituisce parte integrante del progetto, con percorsi, vasche e strutture di svago che integrano l’esperienza termale con quella naturalistica.
Gli interni riflettono l’eleganza della Belle Époque: al piano terra hall e spazi di soggiorno con pavimenti originali, mentre il Salone dei Balli, con camino monumentale, testimonia l’uso sociale dei grandi alberghi termali. Le pitture di Antonio De Grada (1895) costituiscono un esempio significativo di decorazione d’interni alpina, con affreschi e stucchi in stile eclettico. Le camere, disposte ai piani superiori, si articolano intorno a vani centrali con terrazze, mentre nel 1917 fu allestita la suite Reale per Vittorio Emanuele III, evidenziando il ruolo del complesso per l’élite aristocratica.
Tra Ottocento e Novecento l’edificio subì ampliamenti e ridecorazioni: nel 1858 ceduto a società svizzera, con interventi di Giovanni Sottovia su impianto termale poi demolito nel 1977; nel 1881 Chiodera & Tschudy ampliarono il salone di gala. L’installazione dell’energia elettrica e l’aggiunta di piani testimoniano l’adeguamento continuo agli standard di comfort e ospitalità.
Dopo un periodo di massimo splendore e ospitalità internazionale, dal dopoguerra il complesso subì un declino con chiusura negli anni Settanta. A seguito di ristrutturazioni completate negli anni Duemila, il Grand Hotel Bagni Nuovi è stato riaperto e inserito nell’offerta del QC Terme Bagni Nuovi, con riuso che integra centro benessere e ospitalità, valorizzando architettura storica, interni e parco monumentale. Oggi costituisce elemento rilevante del paesaggio culturale e turistico dell’Alta Valtellina, visitabile e fruibile come struttura termale e ricettiva di prestigio.